GENESI 45, 2-20; PROVERBI 28, 2-6; VANGELO Gv 6, 63b-71
Il peccato è stato completamente riassorbito e dunque Giuseppe può finalmente manifestarsi. I fratelli possono finalmente riconoscerlo, perché avendo finalmente riconosciuto il padre si possono riconoscere come fratelli: questo ricrea la famiglia, la comunità. La reazione è prevedibile: i fratelli indietreggiano spaventati, ma Giuseppe li prega di avvicinarsi per fermare questa ritirata spontanea. Inizia il suo discorso tentando di rassicurarli, spiegando a sua volta quel che gli è successo, dandone a sua volta la sua lettura come i fratelli ormai hanno avuto il coraggio di fare la loro. È un momento in cui la commozione è al culmine, in cui la gioia si mischia all’incredulità e al terrore. Giuseppe, in tutta questa vicenda ha le lacrime agli occhi. I suoi pianti che durano a lungo risuonano in tutto la città! Giuseppe è l’uomo del dolore, che prelude alla nuova creazione. Le lacrime sono segno del dolore e della gioia. Sgorgano da colui a cui si fa del male o da colui dal quale riceviamo il bene.
Leggi tutto “Meditazione 31 marzo 2020”